ACCIDENTE 1 - ACCIDENTE DE COCHES

Un incidente stradale mortale visto dagli occhi del primo testimone. Una storia aperta in cui si confondono i personaggi. Gli attori. Il pubblico.

 

Testo Originale MAURO ANDRIZZI e MARCUS LINDEEN

Traduzione, Ideazione, Regia GIULIO STASI

Con JUN ICHIKAWA / CATERINA SILVA e con TE

Assistenti e Tecnica EMANUELA PANATTA, ROBERTO ANDOLFI, GIUSEPPE RAGONE

Debutta ad Aprile 2013 per TEATRI DI VETRO a Roma, replica al Festival ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI 2013

Performer in repliche passate ELENA CUCCI

 

 

SERGIO LO GATTO per TEATROECRITICA sugli ACCIDENTES 1, 5 e 6

 

Fotografare la morte, fotografare la vita. - Usciti indenni o quasi dai nostri tre passi in questo terribile luna park emotivo, è difficile capire che cosa si possa o si debba raccontare. Chi di un incidente è stato vittima davvero ricorda che resta solo il rumore assordante e lo spettacolo di tutte le paia d’occhi puntate su di te. E forse è in questa declinazione della morte che si abbracciano i tre episodi del progetto Accidentes Gloriosos, nell’accurato montaggio di una vita che si spegne, consegnandosi alla memoria di chi resta, di quella scena di morte, un’ultima impressione di luce. […] Il lavoro di Giulio Stasi è un lento e coraggioso cammino nell’articolazione di un linguaggio. Il grande rischio assunto è quello della penetrazione totale della distanza tra fortissima materia drammaturgica e sottile resa scenica; un rischio che si assume la responsabilità di un impatto violento su spettatori indifesi, ma lo fa con la grazia netta della ricerca, con l’eleganza della semplicità e rinunciando in partenza a qualsiasi scorciatoia ammiccante. Nel triangolo di sguardi (performer, spettatore, riproduzione dello sguardo); nel corpo umano sintetizzato in una bicicletta; nella voce distante eppure dilaniante di quell’incidente frontale: in tutto questo sta il senso di una realtà delle emozioni che non è mai emozione pura, ma sempre sempre sempre circostanza critica. E questa urgenza troppo spesso viene sottovalutata.

 

 

ALESSANDRO PAESANO per TEATRO.ORG sull’ACCIDENTE 1

 

[…] Stasi continua a suggestionare il suo pubblico impiegando un punto di vista mobile, interno ed esterno allo spettatore, alla spettatrice, che si fa testimone ma è anche oggetto della narrazione in un continuo scambio tra osservato e osservatore, grazie anche al ribaltamento del punto di vista e alla proiezione della percezione, quella della donna testimone e della donna coinvolta nell'incidente e quella nostra di pubblico osservatore ma, in qualche modo partecipe del racconto (grazie ad alcuni dettagli nel modo di vestire o fisici del suo pubblico che l'attrice coglie e impiega nella descrizione dei due personaggi coinvolti nell'incidente). L'eleganza di Stasi sta anche nella capacità che ha di allestire degli spettacoli performativi dove la performance non si sostituisce mai alla drammaturgia ma entra in sinergia con essa e contribuisce alla resa generale del racconto. 

 

 

LAURA LANDOLFI per MYWORD.IT sull’ACCIDENTE 1

 

Un'interessante "onda" teatrale sembra emergere dagli spettacoli di Giulio Stasi e di Carrozzeria Orfeo, dove una ricerca basata sull'immagine ben si sposa con una drammaturgia più complessa. […] Analoga ricerca, seppur diversa nei risultati, è quella di Giulio Stasi nella cui performance il cosiddetto teatro d’immagine si sposa con una maggiore attenzione alla parola. La sua performance, breve ma efficace, dura all’incirca un quarto d’ora, prende spunto da un incidente di macchina e si svolge, non a caso, in una vera carrozzeria del quartiere Garbatella […] Qui un’attrice racconta di un incidente occorso ad una coppia ma, mano a mano che va avanti nel racconto, si capisce che i personaggi descritti non sono altro che gli spettatori stessi. Così chi guarda diventa protagonista del racconto mentre l’attore diventa spettatore e testimone dell’incidente in una sorta di ribaltamento spaziale.

 

 

SIMONE NEBBIA per I QUADERNI DEL TEATRO DI ROMA sugli ACCIDENTES 1, 5 e 6

 

Sarà così, sarà vero che dal pericolo di morte o dalla morte altrui di fronte agli occhi sappiamo sentire, scandito dentro con più forza ancora, il battito vitale. Sembra averne una coscienza materiale Giulio Stasi, artista noto come attore e regista e che ora – con la sua compagnia Rosabella Teatro – firma una serie di “Accidentes Gloriosos” sul tema della morte che, quasi ovviamente, significa parlare della vita. Tre di questi “accidenti”, presentati a Teatri di Vetro 7, hanno costituito uno dei progetti più interessanti dell’intero festival. […] Incidente è questo spettacolo, sulla vita che resta, cercando di deglutire ciò che – uscendo – si mastica crudo. 

DANIELE RIZZO per PERSINSALA.IT sull’ACCIDENTE 1

 

[...] Accidente glorioso rappresenta la potente dimostrazione di quanto possa essere artisticamente efficace l’utilizzo di un linguaggio semplice unito a uno stile lineare e a una essenziale brevità. Un’esperienza, tanto coinvolgente quanto sbalorditiva, che consigliamo a tutti di provare [...]

 

 

NICOLA SPANO per W.I.P / TdV 7 con NUCLEO ART-ZINE sull’ACCIDENTE 1

 

[...] Io, proprio io, «un ragazzo con la maglietta blu», sono già morto. Mi guarda dritto negli occhi quando me lo dice. L’intento dell’artista di confonderci, cioè di farci immedesimare in tutto e per tutto nell’esperienza di un vero incidente stradale e nelle sue conseguenze, è quanto mai riuscita. [...] Fortunatamente non è così per la ragazza che mi siede affianco. Capelli ricci e cappotto di pelle, ancora respira e guarda dal finestrino la nostra spettatrice, come se con i suoi occhi potesse vedere se stessa. È rispecchiando i suoi pensieri che Elena Cucci dà il meglio di sé. [...]

 

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