Foto Futura Tittaferrante – 2016

"Nel progetto Accidentes Gloriosos di Giulio Stasi il lavoro sulla drammaturgia di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen si trasforma nella messa in atto di un dispositivo a episodi,  che sconfinano al di là delle consuete barriere narrative e spaziali,

e propongono al tempo stesso modalità di relazione ravvicinata con gli spettatori, senza rinunciare al governo della scena."
GIURIA PREMIO ALLE ARTI SCENICHE TUTTOTEATRO.COM DANTE CAPPELLETTI

[...] lo spettatore non è mai passivo fruitore dell’opera, ma soggetto attivo, se non addirittura personaggio della vicenda narrata. In tutti gli Accidentes viene “abbattuta” la quarta parete, certo, ma anche le altre tre, insieme all’idea tradizionale di arte come “imitazione della natura”: non c’è rappresentazione, in queste opere, piuttosto presentazione di una realtà non sempre, e mai univocamente, selezionata. […] dietro alla piena leggibilità di queste proposizioni traspare una consapevolezza culturale ricca di complessi riferimenti al mondo delle arti visive, dai debiti dichiarati a Andy Warhol e Frida Kahlo a riferimenti che restano maggiormente sottotraccia: dai dots di Yayoi Kusama agli studi sull’immobilità di Bill Viola, fino alle celeberrime ruote di bicicletta di Duchamp. 

[…] Se è pur vero che la contemporaneità ci ha in qualche modo abituati a espressioni ibride, sfumate e non univoche è altrettanto innegabile che Accidentes Gloriosos, progetto che in pochi giorni ha coinvolto alcune migliaia di persone, rappresenti un inizio di stagione per il Teatro di Roma (che, vale ricordarlo, si fregia dell’ingombrante qualifica di “Teatro Nazionale”) di grande apertura. E, dunque, di beneaugurante valore.

MICHELE PASCARELLA per ARTRIBUNE

 

[...] l’operazione di Stasi mette lo spettatore di fronte alla necessità di subire l'imprevisto e il reale, di esserne inghiottito e assoggettato, travolto e felice.

[…] In una parola: indimenticabile.

RENATA SAVO per SCENE CONTEMPORANEE

[...] il complesso del Teatro India si è animato di spettatori che si affrettavano da un punto all’altro per riuscire a seguire tutti gli Accidentes. E questo è già il primo importante risultato: il teatro si smarca dalle sue tare autoreferenziali e si fa incontro alla città, abitandola, attraversandola, arricchendola; […]

Stasi eredita quel gusto fantastico-perturbante che da Kafka e Borges ha caratterizzato la migliore letteratura del Novecento: chiunque sia mai incappato fra le pagine di Calvino, Queneau, Cortázar, Hernández, Bioy Casares, Schulz (Bruno) fino a più contemporanei come Pynchon, Bolaño o Auster sa come la realtà quotidiana riesca a spaccarsi lasciandosi infestare dai dèmoni inesauribili della nostra immaginazione. Ogni volta il singolo Accidente crea grande attesa, risvegliando timori, desideri, curiosità

[…] L’impresa certo è estremamente impegnativa ma è incontestabile che Stasi dimostri una creatività visionaria, felicemente viscosa perché viva […]

GIULIO SONNO per PAPERSTREET.IT

[...] C’è più vita in un accidente che in tanti teatri. […] Si chiude così la mia serie di accidentes. Come un atto d’amore. Con una lettera d’amore che parla di quotidianità e di vita, scritta da qualcuno che non c’è più, o forse che non c’è mai stato. Del resto cos’altro è il teatro, se non questo? Amore.

NOEMI SERRACINI PER THEPARALLELVISION.COM

[...] Un terribile Luna Park emotivo 

[…] Un lento e coraggioso cammino nell'articolazione di un linguaggio […] Una realtà delle emozioni che non è mai emozione pura ma sempre circostanza critica [...]

SERGIO LO GATTO per TEATRO E CRITICA

[...] Giulio Stasi fa dello spazio emotivo del suo pubblico il palcoscenico dove allestire la sua performance

[...] Stasi rappresenta la proposta più aperta, più dirompente, più interessante dell'intera rassegna, sostenuta dall'energia di un lavoro in fieri che si distingue per la pulizia dell'esecuzione e una compiutezza drammaturgica eleganti e sorprendenti. [...] Una esperienza che intender non può chi non la prova [...]

ALESSANDRO PAESANO per TEATRO.ORG

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